Prima o poi ci (s)passerà – “La fine dei vent’anni” di Motta

Ho la più alta stima di Filippo Batisti, soprattutto perché è quasi due metri. Così, quando mi ha proposto di scrivere una recensione su Francesco Motta e su La fine dei vent’anni, mi sono apprestata di buona lena a formarmi un’opinione. Eccola. C’ è una ferocia disarmante nel modo in cui Francesco Motta, troppo pisano per non ricordare Appino e troppo avvenente per ricordare Calcutta, canta la … Continua a leggere Prima o poi ci (s)passerà – “La fine dei vent’anni” di Motta

Nulla di nome, Zen Circus di fatto

Un folk-punk sanguigno, condito da riff seducenti e ossessivi, ruggenti tamburi arrembanti, d’assalto. Un immaginario da neorealismo proletario, zaino in spalle e andate tutti a quel paese, senza ombra di retorica o melodramma, zeppo di ironia amara, iconoclastia, slanci di metafisica e pillole di nichilismo balneare. Otto album (dieci se consideriamo i progetti solisti) ed un Ep all’attivo, quasi quindici anni di onorata carriera e … Continua a leggere Nulla di nome, Zen Circus di fatto