Morten Brask, “La vita perfetta di William Sidis”

Se aveste iniziato a parlare all’età di sei mesi, raggiungendo la completa padronanza dell’inglese a un anno e leggendo il New York Times a diciotto mesi, arrivando pian piano (si fa per dire) a parlare correttamente il francese, il russo, il tedesco, l’ebraico, il turco e l’armeno a sei anni, oltre che a leggere testi latini e greci in lingua originale, potreste mai sperare di … Continua a leggere Morten Brask, “La vita perfetta di William Sidis”

Johan Harstad, "Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?" (2005) Iperborea, mon amour

Leggere è un po’ come andare in aereo: si sente la partenza, poi generalmente c’è una lunga fase di stasi, magari funestata da qualche turbolenza, ma mai niente di grave, e infine si atterra e tanti saluti. Di solito i libri sono così: partono, stanno un po’ su e poi atterrano; aprono, cambiano aria e poi richiudono. Descrivono sempre una specie di curva, che torna … Continua a leggere Johan Harstad, "Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?" (2005) Iperborea, mon amour

Tutto sulla Finlandia – Erlend Loe (2008, Iperborea, naturalmente)

Addentrarsi nella filosofia dell’umorismo è già un viaggio pericoloso, figuriamoci nella sua geografia. Tuttavia è curioso (e sarebbe interessante indagarne i motivi) che tre paesi così vicini come la Norvegia, la Svezia e la Finlandia coltivino tre tipi così diversi di umorismo letterario. In questo variegato microcosmo, prendiamo per ora in esame il primo e più occidentale dei tre paesi, la schiena e la testa di … Continua a leggere Tutto sulla Finlandia – Erlend Loe (2008, Iperborea, naturalmente)