Irachistan: l’avanzata dell’Isis e la scomparsa di due Stati — Pt. III (fine)

Irachistan Si conclude l’analisi di TBU sulle similitudini e differenze fra Iraq e Afghanistan alla luce della recente ascesa dell’Isis. Qui e qui potete trovare la prima e seconda parte dell’articolo. STRUTTURE MILITARI A seguito delle invasioni di Afghanistan e Iraq, l’addestramento dei nuovi eserciti nazionali dei due paesi è diventata una delle grandi priorità del processo di nation building condotto da Stati Uniti e dai loro alleati. Oggi queste forze armate ci appaiono poco pagate (quando vengono pagate), corrotte, demotivate, divise su linee etniche/tribali che influenzano anche la selezione dei quadri superiori (spesso cooptati per la loro fedeltà a questo … Continua a leggere Irachistan: l’avanzata dell’Isis e la scomparsa di due Stati — Pt. III (fine)

L’Esercito Israeliano è più #social di te: guerra e nuovi media

Questo è un pazzo mondo – e lo è per davvero, dovremmo ringraziare Dio o qualche allineamento geopolitico per il fatto che il nostro paese è, almeno macroscopicamente, esente da guerre e devastazioni da settant’anni. E’ un mondo così pazzo che, come nei migliori sogni bagnati degli scrittori della seconda metà del Novecento, i militari di uno dei paesi più militarizzati del pianeta hanno più followers, condivisioni e likes di tutte le band in cui hai suonato e in cui potrai mai suonare nell’arco di tre o quattro vite.    Sto parlando delle Israel Defense Forces, che sono l’esercito (principalmente … Continua a leggere L’Esercito Israeliano è più #social di te: guerra e nuovi media

A Kiev non c’è più un posto sicuro dove stare – Abbiamo una primavera ucraina?

“Non ci sono più luoghi sicuri nel centro di Kiev”. Questa è stata l’espressione usata dall’inviato in Ucraina de “La Repubblica” Lombardozzi per descrivere come la contesa tra il presidente ucraino Victor Janukovich e i dimostranti anti-governativi e filo-europeisti sia ormai letteralmente scivolata dal campo delle proteste pacifiche allo scontro armato vero e proprio. Alla tregua imposta dalle due fazioni contendenti non credeva praticamente nessuno; perfino i leader moderati dell’opposizione, tra i quali l’ex pugile Vitali Klitschko, avevano avvertito e affermano in queste ore caldissime della battaglia di Kiev, che “è molto difficile tenere sotto controllo la situazione”.  Infatti nel … Continua a leggere A Kiev non c’è più un posto sicuro dove stare – Abbiamo una primavera ucraina?

L’esempio britannico

Una delle principali criticità dei sistemi democratici dei nostri tempi è quella della insufficiente rispondenza nei confronti dei cittadini. Gli apparati burocratici e amministrativi tendono ad avvilupparsi nelle loro gabbie dorate fatte di interessi nazionali e di vincoli internazionali e a fare orecchie da mercante alle esigenze e ai bisogni dei propri cittadini o di parte di essi. Tale problematica ha assunto un carattere globale ed ha favorito la nascita di movimenti di protesta come Occupy Wall Street, che reclamano un maggior peso della popolazione e della comunità globale nelle grandi decisioni dei governi e delle istituzioni sovranazionali. Dal Brasile … Continua a leggere L’esempio britannico

Il dramma silenzioso dei bambini soldato

I bambini costretti a vivere in qualsiasi situazione di conflitto sono vittime di innumerevoli forme di violenza, concreta e psicologica: l’associazione tra bambini e guerra è qualcosa di mefistofelico caratterizzato da sfumature che vanno rendere particolarmente complesso l’argomento. La tutela dei minori sembra essere uno dei pochi temi sui quali tutti gli stati parte delle Nazioni Unite siano d’accordo. L’azione dell’Unicef, l’agenzia ONU dedicata a questo argomento, è trasversale e di riconosciuta importanza; nel 1989 è stata promulgata una Convenzione sui diritti dell’infanzia, integrata da due protocolli aggiuntivi concernenti l’uno il coinvolgimento dei minori nei conflitti armati, l’altro la lotta … Continua a leggere Il dramma silenzioso dei bambini soldato