Patrick Leigh Fermor, "Tempo di regali", "Tra i boschi e l’acqua", "La strada interrotta"

Mi ha sempre colpito molto sapere che una buona fetta della mia piovosa regione non invia la sua acqua al vicino Adriatico, via Tagliamento o Isonzo, o chissà quali altri fiumi. No, per uno strano gioco topografico c’è una parte … Continua a leggere Patrick Leigh Fermor, "Tempo di regali", "Tra i boschi e l’acqua", "La strada interrotta"

Johan Harstad, "Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?" (2005) Iperborea, mon amour

Leggere è un po’ come andare in aereo: si sente la partenza, poi generalmente c’è una lunga fase di stasi, magari funestata da qualche turbolenza, ma mai niente di grave, e infine si atterra e tanti saluti. Di solito i libri sono così: partono, stanno un po’ su e poi atterrano; aprono, cambiano aria e poi richiudono. Descrivono sempre una specie di curva, che torna poi ad adagiarsi sull’asse da cui è partita (attenzione, però: non sto dicendo che tornano al punto di partenza). All’inizio di un giallo di Agatha Christie la situazione è tranquilla, e alla fine pure. Certo, … Continua a leggere Johan Harstad, "Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?" (2005) Iperborea, mon amour

Il potere dell’indescritto, "Annientamento", Jeff VanderMeer (2015)

Annientamento di Jeff VanderMeer è una curiosa novità editoriale che ha suscitato pure i complimenti di Stephen King. Pubblicato da Einaudi, presenta una misteriosa (!) sovraccoperta trasparente su cui sono stampati i dati del libro e una sintetica introduzione sui risvolti. Sulla copertina un viso di donna piuttosto verde con un occhio spalancato e fisso si fa intravedere a fatica in mezzo a una rigogliosa vegetazione, rendendo questo libro vagamente inquietante.  La trama in breve (e senza spoiler): una biologa (voce narrante), una psicologa, un’antropologa e una topografa fanno parte della dodicesima spedizione esplorativa organizzata da un oscuro ente governativo, … Continua a leggere Il potere dell’indescritto, "Annientamento", Jeff VanderMeer (2015)

Musica per tirarsi un po’ su

Ammettiamolo, a ognuno capitano con maggiore o minore frequenza dei momenti in cui non si aspetta altro che un’iniezione di serotonina concentrata, o una torta al triplo cioccolato, o una camminata in montagna, o un bacio, o chissà che altro. Che so, magari siete stati appena scaricati dalla/dal vostra/o compagna/o, magari semplicemente piove e fa freddo, o magari avete appena preso un immeritato 18 (in questo caso spesso giova applicare il buon vecchio rasoio di Occam: è più facile che esista un complotto universale volto unicamente a svalutare la vostra persona, oppure forse effettivamente quel 18 non era poi così … Continua a leggere Musica per tirarsi un po’ su

Musica (recente) per non pensare a niente

Collegandomi a un SundayUp del nostro Filippo Batisti, ho pensato a un articolo su un’attività decisamente più gratificante e – ammettiamolo – ben più praticata rispetto allo studiare: il non pensare a niente. In realtà è una condizione non così facile da raggiungere, ma senza addentrarci in non richieste disamine di varie tecniche di meditazione, tento di stilare un elenco di brani che possano aiutare a raggiungere l’agognata meta. Alcune necessarie premesse. Premessa numero uno: tratterò solo di musica cosiddetta “classica” del XX e XXI secolo, per vari motivi. Innanzitutto perché è quella meno conosciuta, e quindi meno soggetta ai condizionamenti culturali … Continua a leggere Musica (recente) per non pensare a niente

Gli "Indoeuropei" rivisitati: più coincidenze fanno una prova? pt. II

GLI “INDOEUROPEI RIVISITATI” Parte II – Più coincidenze fanno una prova? Nella prima parte di questo viaggetto linguistico abbiamo individuato nell’accadico il vero responsabile della somiglianza della parola “padre” dall’Islanda fino al Gange. Naturalmente in questa seconda parte arriveranno le prove, e un buon modo per cominciare è dalla lettera a. Pare che sia risaputo (io invece sono caduto dalle nuvole quando l’ho letto) che l’alfa greca rappresenta l’ideogramma di una testa di bue(un tondino con due corna: A, più evidente nel minuscolo α e ancor di più nel fenicio ). La qual cosa è perfettamente spiegabile se consideriamo che … Continua a leggere Gli "Indoeuropei" rivisitati: più coincidenze fanno una prova? pt. II

Gli "Indoeuropei" rivisitati: il popolo fantasma, pt. I

GLI “INDOEUROPEI RIVISITATI” Parte I – Il popolo fantasma Chiunque si dedichi oggi ad affrontare lo studio di una lingua (antica o moderna) presto o tardi si imbatte nel termine “indoeuropeo”, usato perindicare una famiglia di lingue che si suppone siano derivate, in tempi e modi diversi, da un’unica lingua-matrice, appunto l’“indoeuropeo” (scusate le virgolette, saranno chiare tra poco!). Lingue “indoeuropee” sarebbero, a leggere una qualsiasi grammatica, il sanscrito, il greco, l’antico slavo, l’antico germanico, alcuni dialetti della Cina continentale, l’armeno, l’albanese, e naturalmente tutte le lingue derivate da queste. Fatti i debiti conti, tutte le lingue parlate in Europa … Continua a leggere Gli "Indoeuropei" rivisitati: il popolo fantasma, pt. I

Il Governo Renzi e l’educazione musicale

“Un giorno questa cultura ti sarà utile” Accolgo con estremo interesse un documento diffuso dal Governo riguardo alla – vera o presunta che si dimostri – rivoluzione del sistema scolastico italiano (scaricabile qui). Si tratta di una – mi si passi il termine – brochure informativa su una sorta di “patto di stabilità culturale” auspicato dal Governo Renzi e, mi auguro, da noi tutti. Sia chiaro, non è necessario condividerne i contenuti, ma di cambiare la scuola, in un senso o in un altro, c’è un drammatico bisogno, occorre al più presto provvedere a tamponare i danni creati da chi … Continua a leggere Il Governo Renzi e l’educazione musicale

J.R.R. Tolkien: i romanzi della crisi

Non amo particolarmente il fantasy, è un genere che di fatto non coltivo, ma una sorta di moralità bibliofila mi ha spinto, parecchio tempo fa, a buttarmi sul (forse troppo) famoso Signore degli Anelli di John Ronald Reuel Tolkien, giustamente considerato il padre di questo genere letterario. Un romanzo decisamente inflazionato, complici le note riduzioni (sì, volevo proprio dire riduzioni) cinematografiche che si sono trascinate dietro fanatismi estranei all’opera originaria. Per curiosità mi sono poi avvicinato ad altre opere dello stesso autore, riuscendo così a compormi un quadro discretamente completo del monumentale universo creato, con sapienza e cura demiurgiche, da … Continua a leggere J.R.R. Tolkien: i romanzi della crisi