Stendiamo un velo, possibilmente non pietoso

E di’ alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai … Continua a leggere Stendiamo un velo, possibilmente non pietoso

L’amica geniale, o la storia di un’amicizia straziante e grandiosa

Non è dato conoscere nemmeno il volto dell’autrice di romanzi amati e tradotti in decine di paesi. Non esistono biografie e non compare mai il vero nome di chi, sotto lo pseudonimo di Elena Ferrante, descrive quelle che sembrano intense e dolorosissime esperienze personali. Secondo The Guardian, il nome Elena Ferrante cela una donna nata a Napoli o dintorni, probabilmente sposata e madre. Quello che … Continua a leggere L’amica geniale, o la storia di un’amicizia straziante e grandiosa

Di Caprio è vivo, ma non lotta insieme a noi: The Revenant (2016)

Quante probabilità ci sono che i marò si sposino fra loro? Quante probabilità ci sono che piovano gattini incandescenti? Quante probabilità ci sono che Giovanni Muciaccia si renda finalmente conto che le forbici dalla punta arrotondata non tagliano bene, non hanno mai tagliato bene e non taglieranno mai bene? Quante probabilità ci sono che Calcutta smetta di gnolare e scriva una gioiosa canzoncina su quanto … Continua a leggere Di Caprio è vivo, ma non lotta insieme a noi: The Revenant (2016)

Lagnarsi (non) stanca: Calcutta e lo sconforto

Dicembre 2015, scena musicale “indie” italiana: ci ritroviamo con una mole talmente ingente di giovani cantautori demoralizzati e di band che sfoggiano tristi e tronfi sentimenti da essere paragonabile solo a quella della mole della gobba di Andreotti. Siamo una generazione particolarmente più sfigata di quelle ci hanno preceduto, non abbiamo più nulla di cui parlare se non i fatti nostri, o abbiamo semplicemente scoperto … Continua a leggere Lagnarsi (non) stanca: Calcutta e lo sconforto

Musiche per stomaci caldi

Cari lettori, questa settimana, dal 1 all’8 di novembre, The Bottom Up parlerà di cibo, in occasione della chiusura di EXPO 2015. Non parleremo solo di quello, anzi, sarà più che altro una scusa per far affrontare questo tema ai nostri autori, dal punto di vista dell’economia, della cultura e della politica. E non rinunceremo a provare a rispondere, a modo nostro, alla domanda posta … Continua a leggere Musiche per stomaci caldi

Aspettando il 21 novembre: Lo Stato Sociale

Aspettando con molta poca pazienza il concerto del 21 novembre a Bologna, ho deciso di dedicare la recensione di oggi alla band bolognese Lo Stato Sociale. Ero riuscita a evitare, con evidente fatica e malcelato orgoglio, di appassionarmi anch’io alla band indie-rock bolognese che va tanto di moda fra gli sbarbi di tutta Italia, tanto di moda che non è più possibile aprire Facebook senza … Continua a leggere Aspettando il 21 novembre: Lo Stato Sociale

Other Lives

Settembre, il mese delle foglie dorate, delle maniche di nuovo lunghe e degli accidenti mandati agli sbalzi di temperatura. Un mese perfetto per fare progetti, da inaugurare con l’ascolto di qualcosa di completamente diverso. Insomma, ultimamente ho cercato di allargare almeno un po’ i miei orizzonti musicali e di dare qualche possibilità ad artisti che non avevo mai preso in considerazione prima. Mi sono incollata … Continua a leggere Other Lives

Appino, "Grande Raccordo Animale" (2015)

“Voi altri vi annoiate perché non avete una vita interiore!” tuonava mio padre (Natalia Ginzburg, Lessico famigliare, 1963) Si faccia una vita interiore, di studio, di affetti che non siano soltanto di “arrivare”, ma di “essere” e vedrà che la vita avrà un significato (Cesare Pavese in una lettera a Fernanda Pivano, 1944). Ci sono giorni in cui la solitudine è un vino inebriante che … Continua a leggere Appino, "Grande Raccordo Animale" (2015)

Nulla di nome, Zen Circus di fatto

Un folk-punk sanguigno, condito da riff seducenti e ossessivi, ruggenti tamburi arrembanti, d’assalto. Un immaginario da neorealismo proletario, zaino in spalle e andate tutti a quel paese, senza ombra di retorica o melodramma, zeppo di ironia amara, iconoclastia, slanci di metafisica e pillole di nichilismo balneare. Otto album (dieci se consideriamo i progetti solisti) ed un Ep all’attivo, quasi quindici anni di onorata carriera e … Continua a leggere Nulla di nome, Zen Circus di fatto