todays 2019

Qual è il plurale di oggi? Torino abbraccia i TODAYS

Chi ha seguito le mie pagine musicali su TBU in questi anni, saprà che la contemporaneità non è mai stata né il mio forte, né la mia passione. L’amore pervasivo per il passato è diventato quota fissa del sangue di molti ascoltatori – esclusi forse i giovanissimi d’oggi che hanno assistito all’unico vero boom di novità in termini musicali, quello della trap in salsa italiana. Ma considerando non soltanto che la trap si sta annacquando, poiché fagocitata dal mainstream (link ironico al ‘singolo’ di Michelle Hunziker), c’è da pensare che tra dieci anni le ragazzine e i ragazzini di oggi vorranno sempre tornare ai loro Ghali, ai loro A$AP Rocky degli splendenti anni ’10.

Per questo non ho alcuna paura nel dire che il cartellone dei TODAYS è una fantastica iniezione di gustosissimo passato. E, come ho accennato prima, non sono io a dirlo, ma lo Zeitgeist. A Torino, il 23, 24 e 25 agosto ci saranno innanzitutto dei mostri sacri. Johnny Marr, la chitarra degli Smiths, che oramai da un pezzo si è costruito una vita artistica parallela felicemente lontano da Morrissey. I Low, la coppia slow-core più intonata d’America, che continua a non perdere un singolo colpo, né su disco, né dal vivo – il loro ultimo Double Negative è sicuramente nella top 5 del 2018. Ci sarà Bob Mould, uno che ne ha viste di cotte e di crude, dagli anni ’80 degli Hüsker Dü in poi. Altra star gli anni ’90 è Jarvis Cocker, ex Pulp, che non smette di stupire ancora oggi. E poi, personale soft spot, l’uomo dallo spazio Jason Pierce con il suo oramai trentennale progetto Spiritualized, in quello che – a sentire lui ma soprattutto i suoi medici – dovrebbe essere l’ultimo tour per l’ultimo album, And Nothing Hurt. Scendendo di categoria, o, più correttamente, di cronologia, Zach Condon e il suo progetto world folk Beirut; gli sfuggenti Deerhunter di Brad Cox e la grande dolcezza di Nils Frahm e della Cinematic Orchestra.

Ma i TODAYS, a differenza mia, hanno un occhio importante anche al presente: Balthasar, Parcels e Hozier sono nomi recenti ma che hanno già acquisito un’autorevolezza importante. La formula del festival – che ad oggi ancora non ha esaurito gli annunci – è quella di una venue all’aperto (Spazio 211) e una al chiuso (Incet), senza concerti in parallelo, in modo da consentire una fruizione completa ed evitare ardue scelte à la Primavera Sound. Alcune delle date sono le uniche per l’Italia o per il Nord, motivo ulteriore per non farsi sfuggre questa calda fine dell’estate musicale. Tutte le info su www.todaysfestival.com, prevendite comprese. Aggiornamenti sull’evento Facebook.

Ci vediamo lì.

Filippo Batisti

3 pensieri su “Qual è il plurale di oggi? Torino abbraccia i TODAYS

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