Il meglio di TBU 2018: Italia, Esteri e Sport

Ed eccoci, puntuali (e un po’ prevedibili) come ogni testata che si rispetti, con il meglio del 2018 prodotto dalle tre più sottodimensionate redazioni: Politica, Esteri e Sport. Eppure, come dicevano le nonne in dialetto, “roba cìna, roba fina”, ed infatti da queste redazioni di trincea partono pochi colpi, ma letali, come uno sguardo di Toninelli (si fa per ridere, dai…).

1) L’era dell’inimmaginabile

Le elezioni del marzo scorso hanno rivoluzionato la geografia elettorale del nostro paese, aprendo, secondo molti commentatori, la Terza Repubblica. Sembrano passati secoli, tra estenuanti trattative per la formazione di un governo, minacce di impeachment, porti chiusi, 2,4% che diventano 2,04% ed una controversa manovra finanziaria approvata in extremis. Fortunatamente, in questo salto nel buio quotidiano, c’è qualcosa di fermo, proprio inchiodato: il PD che impiegherà un anno per rinnovare la propria leadership dopo la batosta delle urne.
Questo articolo di Valerio Vignoli, pubblicato all’indomani del voto, ci aveva messo in guardia: siamo entrati nell’Era dell’Inimmaginabile.

E se per qualche malsano gusto personale voleste approfondire, mettete le cuffie e ascoltate questo “Abbecedario della politica italiana” di Andrea Zoboli, al minuto 26 nella puntata di The Listen Up su Radio Città del Capo dello scorso 28 giugno.

2) Il reddito di cittadinanza, prima di tutti

Quando nelle scorse settimane si è sollevato il polverone social sul fantomatico sito “IMPS”, presso il quale prenotare il reddito di cittadinanza, ebbene The Bottom Up ci era arrivata prima di tutti: già due settimane dopo le urne, il 18 marzo scorso, il nostro Matteo Cutrì ci aveva raccontato di come la sua vita era cambiata una volta acquisito il sussidio bandiera del M5S.
(Poi, siccome ormai parlare di politica interna significa spesso parlare di diritti umani messi in discussione, qui trovate quanto di meglio prodotto dalle nostre penne più esperte in materia).

3) Avvicinandoci alle Europee 2019 con l’incognita della Brexit

Tra cinque mesi i cittadini europei saranno chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento Europeo e tutti gli osservatori guardano a quella scadenza come al momento del possibile e definitivo exploit populista e anti-europeista. Ovunque si guardi, la situazione politica nel Vecchio Continente è tutt’altro che serena: il nodo della Catalogna mai risolto e l’exploit dell’estrema destra in Andalusia, i Gillet Gialli ogni sabato a Parigi, il governo gialloverde in Italia che guarda un po’ a Visegrad un po’ a Strasburgo. Ma soprattutto è la Brexit a rimanere un capitolo aperto: un accordo di uscita dagli esiti imprevedibili, che per ora si è dimostrato hard solo per le sorti del Governo May, sarà d’insegnamento per le forze che propugnano la disgregazione dell’Unione?

4) The Bottom Up arriva ovunque.

Ok, il titolo è un tantino autocelebrativo, ma andateci voi in Karamoja, Uganda, come ha fatto il nostro Giacomo Buldrini (qui il reportage e le bellissime foto)! O ancora, avete trovato per caso su Repubblica e Corriere della Sera notizia delle Comfort Women, oggetto di tensione tra Tokyo e Seoul? No? Per fortuna ci ha pensato la nostra Alessia Biondi.

5) Sport per distrarre…

Mentre in Italia si discute delle curve degli stadi, a seguito della foto del Ministro dell’Interno con un pregiudicato capo-ultras milanista e soprattutto dopo i violenti scontri che hanno portato a un morto dopo la partita di campionato Inter-Napoli, in Turchia Erdogan ha messo le mani sul calcio. Ce lo ha raccontato efficacemente Marco Pasquariello: se vi azzardate a battere il Basaksehir, la squadra del partito di governo, potreste finire male.

6) … e sport per distrarsi.

Lo sport come gli spettacoli circensi degli imperatori romani? Ma no, dai, se uno si lascia distrarre momentaneamente e consapevolmente, perché no? Non fate i bacchettoni! Lo sport può essere sana passione, e se si parla di passione, a Bologna non si può che pensare alla palla a spicchi, specie rifugiandosi nel passato glorioso virtussino e fortitudino, dato che il presente anima tanto e soddisfa poco.
Ecco dunque il bellissimo articolo con cui Riccardo Rimondi celebra il famoso “Tiro da 4” di Sasha Danilovic, a vent’anni da quelle sfide stracittadine che decidevano scudetti e competizioni continentali.
Ed ecco, per ricordare un mito dello sport mondiale che dai parquet bolognesi è passato, ritiratosi quest’estate a 41 anni, un ritratto in sei punti di Manu Ginobili, firmato da Andrea Zoboli.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...